con una margherita in mano….

ho rubato..
non ho rubato
ho rubato
non ho rubato
ha rubato renzo
non ha rubato renzo
ha rubato manuela
non ha rubato manuela
ha rubato rosy
ha rubato rosy
hanno rubato
con una margherita in mano….

ho rubato..
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ha rubato renzo
non ha rubato renzo
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Spettacolare azione della guardia di costiera albanese che blocca un gommone pieno di lumbard. La cronaca abbastanza inusuale, ad onor del vero, vede un gruppo di giovani lumbard che a bordo di gommoni tenta di sbarcare nel paese balcano. Dopo un tentativo di fuga e la pronta risposta della marina albanese, che con un intenso cannoneggiamento bloccava la disperata ma infruttuosa fuga dei giovani lumbard, essi venivano arrestati e portati in un campo di di permanenza per immigrati. Dopo un breve interrogatorio i lumbard hanno ammesso di volersi recare in Albania per riuscire a laurearsi, visto che non gli era permesso in Italia, e pertanto hanno chiesto l’asilo (ovviamente non politico ma scolastico). La polizia albanese ha anche sequestrato un’ingente somma di denaro di provenienza illecita, probabilmente proveniente dal finanziamento pubblico ai partiti. Denaro che, pare, doveva essere utilizzato per comprare lauree albanesi e in parte essere investita in miniere di diamante. Una volta ottenute le agognate lauree, i giovani padani avrebbero speso i diplomi conseguiti in non ben note attività di insegnamento o di carriera politica. Purtroppo l’odioso sbarco di giovani italiani su potenti motoscafi sulle costi albanesi si è via via intensificato in queso ultimo periodo e, nonostante i ripetuti cannoneggiamenti e respingimenti della marina albanese, continuano a creare seri problemi ai centri di prima accoglienza in attesa del rimpatrio, reso difficoltoso dal rifiuto italiano a riaccogliere i giovani asini, pardon, i giovani extracomunitari. Il governo albanese ha chiesto ripetutamente alla Comunità Europea di farsi carico del problema ma come al solito a Bruxelles sono sordi e il dramma dei genitori sembra non avere fine.

solo due euro (lire quattromila circa)
1,1,5 1,7 — 2 euro Ci riferiamo al prezzo del gelato a Verdello ovviamente. Nel giro di uno due anni il prezzo è lievitato (di un gelato buonissimo diciamolo) anche se sarebbe stato meglio che fosse congelato ( il prezzo ovviamente). Niente da dire se non fosse il fatto che il mio stipendio è ormai da 3 anni che è rimasto bloccato. Certo, anche a due euro, posso permettermi di comprarlo ma , per principio, ho deciso che eviterò di comprarlo a Verdello. Basta andare alle “Due Torri” per comprare gelato a 1,7 euro (buonissimo anche questo) e ogni dieci averne uno in omaggio. Visto che in casa siamo in cinque sicuramente l’1,5 risparmiato basterà sicuramente per la mia auto a gas e visto che mi trovo faccio anche la spesa e una passeggiata quasi ecologica. La morale di quanto sopra si può ridurre: se non volete che la gente si rivolga ai grossi centri commerciali fate concorrenza e nei piccoli paesi come il “nostro” concorrenza sulle gelaterie c’è ne poca. Diverso è il discorso su frutta e verdura e qua , senza paura di essere smentito, spesso nell’acquisto a cassetta e non solo in questa tipologia si vedono sicuramente prezzi competitivi. Se si spopola il centro non sarà sempre colpa degli altri e se si perde clientela, probabilmente non è solo colpa della crisi ma anche dal fatto che costi troppo o che non fai gli scontrini, o che sei scorbutico!!

Non è reato buttare i soldi dalla finestra! Malgrado i pareri di tanti è stato appurato che tale azione non è reato e men che meno se appartenevono agli elettori o provenivano da finanziamento ai partiti. Oddio il finanziamento ai partiti ad onor del vero, tramite referendum, è vietato, ma la nuova dizione “rimborso elettorale” trova quasi tutti d’accordo. Quindi chiunque volesse partecipare a riempire le strade di soldi lasciandoli cadere tranquillamente o spingendoli con vari mezzi dalla propria finestra lo può fare in tutta tranquillità e senza rischiare alcuna sanzione. Non è ancora risaputo, se tali soldi, devono provenire necessariamente da investimenti in oro e diamanti (magari Tanzania ove vigono le produzioni biologiche)o da altra fonte più o meno illegale. Resta beninteso che chi se li ha guadagnato onestamente difficilmente avrà l’ardire e il buon senso di compiere tale pratica sadomaso.

L’On Di Pietro vuole rinunciare alla sua parte dei 1oo milioni di euro che dovrebbero andare ai partiti come rimborso elettorale. L’aspetto più grave che vuole stornarli alla Fornero per essere impiegati a tutela delle fasce più deboli e dei disoccupati. Ci chiediamo: “da quanto in qua i politici si occupano della pancia dei lavoratori?” Speriamo vivamente che si ricreda rischia di creare un precedente di onesta ormai persa nella classe politica.
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“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”. Chi si ricorda della celebre frase gattopardiana? Viene ripetuta tutto il giorno dai nostri politici……….. Cambiare le regole per il finanziamento dei partiti in modo che tutto rimanga esattamente allo stesso modo, fare “pulizia nella Lega” in modo che tutti rimangono nello stesso partito al limite con altro incarico ………. Certo a sentirli “trovarto accordo sul finanziamento ai partiti”: si certamente vi sarà apparentemente qualcuno che controllerà i bilanci ( e quelli della Lega fanno storia) ma i soldi sono ormai un diritto acquisto. Non mi dilungo sui termini dell’accordo perchè di fatto hanno deciso di non cambiare “niente”. E il referendum? La volontà del popolo rimane sulla carta perchè i politici hanno bisogno di soldi da investire o in Tanzania oppure in Borsa decideranno loro in piena democrazia. Se qualche magistrato ha la bontà di indagare allora si che si scatena la bufera: manettaro sta tendando di ledere la volontà elettorale del popolo!. Ma non stiamo parlando di ladri? Uno che passa i soldi del suo partito alla sua famiglia non è un ladro? Ma quale democrazia lesa il politico che usa i soldi per scopi personali e quelli di Lusi e di Bossi per indicare solo gli ultimi sono azioni disoneste e pertanto vanno applicate le stesse regole per gli autori di furti perchè di questo stiamo parlando, allo stesso modo di una rapina in banca. Qui è mancata la pistola ma per soddisfare le voglie di un “pistola di figlio” e di famigliari i soldi sono stati sottratti a quei creduloni dei votanti per fini propri. Si è vero l’elettorato è credulone e finchè si ostina a ripetere “poverino non sapeva” tale rimarrà la politica che avrà poco da cambiareo meglio:
“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”
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La mamma degli scemi è sempre pregna!! Indovina che dei due è il figlio…

Risponderà Manuela che lava i vetri di casa….
Radio Padania descrive in questo modo la semplicità della “casa” in questione. Una normalissima casa ove, la padrona di casa , intenda ai lavori domestici, risponde anche al telefono al contrario delle moglie degli altri dirigenti politici. In primis la moglie di Casini ( quello stronzo se vi ricordate) che , visto ovviamente le origini, avrà sicuramente altri mezzi per lavare i vetri e probabilmente impegnata in ben altre attività e non certo domestiche. Ma, a noi, che dall’ironia facile e di cui non ne facciamo mistero sono ben altre le considerazioni che ci vengono velocemente sulle dita ( le trasformiamo subito in scritti di pessimo humor) quale in seguente:
la signora, invece di lavare i vetri di casa, non è meglio che si occupa nella gestione degli ottocentomilaeuro avuti dallo Stato Italiano ( ladrone, ecc ecc) per la scuola privata da Lei gestita?
Ha per caso finito i soldi? Dopo anni di lavoro non riesce a permettersi una donna ad ore ( mai extracomunitaria e figuriamoci di colore) che la sostituisca nell’incombenza?
Ha impegnato i soldi per la badante? ( chi ha orecchie in….tenda).
Non è per caso che sono finiti i soldi dei rimborsi elettorali, che per verità si sono aggiudicati tutti i politici di professione, e quindi in attesa dei nuovi con le prossime elezioni ( chissà quando arrivano visto che nessuno le vuole, stranamente solo la Lega e l’IDV ) e nel frattempo e costretta a tirar la cinta?
Sono anche finiti quelli che, pare, abbia procurato il presidente del Consiglio Regionale?
Pazienza, allora, in attesa di nuove “finanze” continui pure a lavare i vetri, cucinare, stirare e “badare” al marito come fanno tutte le italiane che vivono in condizione di normalità
Bergamo bancarelle in centro e cioccolato a 50-60 euro al chilo: alla faccia della crisi. Vado all’iper che costa appena 10 euro al chilo e lascio a chi ha soldi da buttare nel Sentierone. I soldi spesi nella cioccolata andranno a finire chissà dove visto la diversa provenienza delle bancarelle i commercianti di Bergamo non vedranno una lira spesa dai golosi cioccolattai: se qualcuno mi spiega il lato economico dell’iniziativa sono tutto orecchie.